lunedì, giugno 16, 2003

Trek: Col di Thures


Sabato bella e facile gita in montagna: i laghetti del col di Thures. Da Bardonecchia si va in macchina sino alla Valle Stretta (direzione Melezet), alla sbarra si lascia la macchina.
Poi si parte dal Rifugio III Alpini e si seguono le indicazioni per il Col di Thures. Il sentiero parte in salita e allo scoperto per i primi cento metri, poi si inoltra nel bosco e le pendenze non sono mai eccessive. Si arriva dopo circa 1h ad una falsopiano che si passa e dopo l'ultima salitella si arriva al lago di Thures. Se si sale ancora sulla sinistra si trova il secondo lago, mentre lasciando il laghetto sulla destra si può salire alla Guglia Rossa (o L'Aiguille Rouge).
Partenza: Rifugio III Alpini , 1790 m.

Arrivo: lago di Thures, 2189m
Io e Monika ci abbiamo messo circa 1h e 15min

Evoluzioni politiche


Oggi segnalo due articoli, anzi uno lo copio perché sul sito del corriere gli articoli non durano tanto.
1) Eugenio Scalfari su Repubblica.it. Da rimarcare la chiusura: Personalmente sono ottimista: da un paio di mesi ho la fondata speranza di non dover morire berlusconiano.

2) Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera. Lo riporto per intero:

Il governo, Berlusconi e i pannicelli caldi

ULTIMO AVVISO PER IL MEDIATORE



di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

Il governo Berlusconi sembra essere arrivato all’ultima stazione: quella, per intenderci, dopo la quale c’è solo il capolinea. Un risultato elettorale mediocre (anche se tutt’altro che rovinoso) ha improvvisamente illuminato tutte le cose che fin qui non hanno funzionato e tutti i motivi che hanno impedito e impediscono il loro funzionamento. Si tratta - ed è bene dirlo subito come premessa - di una situazione di fronte alla quale i rimedi annunciati («vertici», «consiglio di gabinetto», «rimpasto», «tagliando»), oltre ad avere un suono alquanto grottesco, rievocativo di stagioni politiche che credevamo finite per sempre, appaiono privi di qualunque efficacia: i malanni seri, infatti, non si curano con i pannicelli caldi. I malanni del governo sono almeno tre. Il primo riguarda la sua composizione. Molti ministri e sottosegretari, perlopiù di Forza Italia e della Lega, non hanno spessore politico e autorevolezza personale. Appaiono perennemente incerti, incapaci di iniziative, confermando in tal modo la decisione di chi li ha voluti al loro posto solo perché fedeli e obbedienti. Ma agli italiani della loro fedeltà e obbedienza importa assai poco. Quel che conta è che così l’immagine dell’esecutivo e la sua capacità di dialogare con il Paese sbiadiscono e svaniscono progressivamente.
Il secondo malanno riguarda le promesse elettorali non mantenute. Per la stragrande maggioranza dei cittadini il carico fiscale è rimasto sostanzialmente invariato: che poi per alcune categorie sia invece diminuito è solo motivo di sconcerto per tutte le altre. Egualmente, il governo non ha fin qui messo mano ad alcuna seria riforma dell’ordine giudiziario. Anche qui: sono andati subito in porto gli interventi che favorivano direttamente il premier e i suoi amici; di quelli che invece sarebbero dovuti andare a beneficio della collettività non se n’è fatto nulla. Allo stesso modo è fin qui caduto nel dimenticatoio il solenne impegno preso ripetutamente da Berlusconi di sanare il conflitto di interessi che lo vede coinvolto in prima persona. È bene su questo punto essere chiari: anche chi quel conflitto non glielo ricorda ogni giorno tuttavia di esso non si scorda mai, non può scordarsi mai.
Il terzo non è un malanno, è soprattutto un problema: si tratta della leadership di Berlusconi. Al presidente del Consiglio non è ancora riuscito di trasformarsi da padrone elettorale della sua coalizione in suo effettivo padrone politico. La sua personalità - che pure ha modo di rifulgere quando può muoversi in piena libertà nella dimensione istrionico-personale, come nel caso della politica estera - appare invece spegnersi quando si entra nell’ambito della politica interna. Qui egli svolge sì un ruolo di mediazione (come farà sicuramente anche stavolta), ma si tratta di una mediazione per così dire sempre al ribasso, incapace di rappresentare una sintesi superiore, di inserire tale sintesi in una prospettiva dotata di qualche consistenza ideale e incapace altresì di alimentare uno slancio politico forte.
Dunque una mediazione che finisce per esaurirsi rapidamente in se stessa, proprio perché soltanto pura e semplice mediazione. Berlusconi appare, infatti, incapace di decidere davvero. Ancora peggio: l’impressione che comunica all’esterno è che su quasi tutto ciò che non riguarda le sue personali necessità egli non abbia un’opinione precisa, o meglio un’opinione per la quale sia disposto a impegnare davvero se stesso. La parabola del governo è a un punto critico: più che di mediazioni oggi c’è bisogno di scelte, e le scelte non può che farle il presidente del Consiglio. Lui ha vinto le elezioni, e dunque scelga e governi, se è capace.

martedì, giugno 10, 2003

Niente resterà impunito


Era il titolo di una famosa rubrica di Cuore che prendeva di mira le insegne più idiote. Io ne ho due da segnalare:
Scarpe diem: negozio di scarpe, visto ad Avigliana (TO)
Il business del panino: paninoteca, Via Nizza Torino

SIGH! mi viene da piangere

mercoledì, giugno 04, 2003


P2P, "retata" dei miei stivali


Grande Paolo Attivissimo. Alcuni giorni fa un articolo su
repubblica.it
avvisava di una retata ai danni di chi usa il P2P. A me la notizia aveva fatto incazzare parecchio, perché:
1- mi pare assurdo perseguire penalmente chi si scarica un MP3 da Kazaa.
2- mi pare assurdo che le forze dell'ordine sprechino tempo e risorse in genere per "frenare" questo tipo di reati, la cui pericolosità sociale è pari a zero, meno di zero.

Adesso si scopre che l'articolo era scritto coi piedi e alle cose che diceva bisognava fare una tara grossa grossa. Il succo vero è che la GdF ha condotto un'inchiesta contro chi il materiale piratato lo smerciava, non contro chi lo scaricava. Il tutto mi pare che cambi (non poco) prospettiva.

giovedì, maggio 29, 2003

Oggi per chi come me tifa Juve è giorno di rimpianti.
Se avesse giocato Nedved...
Se Lippi non avesse sbagliato formazione iniziale...
Se i rigoristi...
Comunque questa sconfitta fa meno male delle due precedenti, 1997 e 1998: arriva ai rigori e poi infine, il Milan ai punti avrebbe forse vinto uguale.
BAH! Io spero molto che gente tipo Ferrara, Pessotto, Conte e anche Nedved abbia presto una seconda possibilità, con risultato diverso ovviamente

mercoledì, maggio 28, 2003

Sto leggendo "Camera con Vista" di E. Foster. L'avevo letto quando mi sono trasferito in Inghilterra per lavoro (trasferta poi durata solo alcuni mesi), alcuni anni fa. Rileggendolo adesso mi sta piacendo molto molto più di allora. Sarà perché conosco già il finale e apprezzo meglio le sfumature? Sarà perché sono diverso io? Sarà perché adesso lo so collocare nel contesto giusto? Boh! fatto sta lo sto leggendo come di solito leggo i thriller, in fretta e con l'ansia di andare avanti

lunedì, marzo 31, 2003

Qualche tempo fà in rete passò il Il Generatore di Qualifiche Stronze per la Web Economy.

Pare che quelli del comitato per olimpiadi di Torino del 2006 siano però andati ben oltre

venerdì, marzo 28, 2003

Ho appena scoperto che mi piace moltissimo un pittore scozzese, già molto famoso di suo, ma che io non conoscevo:
Jack Vettriano

giovedì, marzo 27, 2003

WAR
(di Barret Strong, Norman Whitfield/Edwin Star)

War
What is it good for
Absolutely nothing
War
What is it good for
Absolutely nothing
War is something that I despise
For it means destruction of innocent lives
For it means tears in thousands of mothers' eyes
When their sons go out to fight to give their lives

War
What is it good for
Absolutely nothing
Say it again
War
What is it good for
Absolutely nothing

War
It's nothing but a heartbreaker
War
Friend only to the undertaker
War is the enemy of all mankind
The thought of war blows my mind
Handed down from generation to generation
Induction destruction
Who wants to die
I giorni di guerra mi hanno buttato molto giù, soprattutto i primi. Per uscirne ho tentato con Springsteen a volume molto alto nelle cuffie, in particolare "My love will not let you down" e "The land of Hope and Dreams"
Ho aggiunto i link a destra: il blog di Beppe Caravita e il sito di Selvaggia Lucarelli.
Perché il primo mi piace da leggere mentre il secondo mi fa veramente ma veramente divertire, leggere questo per credere.

venerdì, febbraio 21, 2003

Ho appena finito di rileggere un romanzo di Manuel Vasquez Montalban, "La Solitudine del Manager", e una volta di più mi dolgo della schifezza di serie televisiva che hanno trasmesso in Italia, ispirata alle avventure di Pepe Carvalho. Quella, per chi si ricorda, con Valeria Marini nella parte di Charo. Io speranzoso, dopo Montalbano, accesi la TV, ma non sono riuscito ad andare oltre i primi 40 minuti. Poi la noia ebbe in soppravvento e spensi. Peccato!

mercoledì, novembre 06, 2002

Il bilancio sociale


Nell'ultima puntata Report ha parlato di un azienda del bresciano, la SABAF. La SABAF, oltre al bilancio economico, quello obligatorio per legge che riporta entrate, uscite, spese, utili e profitti, ogni anno compila anche un bilancio sociale. Riporto dal servizio (che sul sito è riportato integralmente):

I soldi spesi hanno un segno più, si chiamano ricchezza distribuita. Quanta ricchezza ho distribuito ai dipendenti? Quanto ho investito per migliorare la qualità del loro lavoro? Ho pagato correttamente i fornitori? E come ho rispettato la società non danneggiando l'ambiente e pagando le tasse? Tutto questo nel bilancio sociale non sono spese brutali che ti fanno guadagnare di meno ma valore aggiunto, un investimento. Come nel bilancio di una famiglia. Guadagno e spendo dei soldi. E le lezioni di lingue per mio figlio o l'automobile che compro con quattro airbag li considererò un investimento.


La SABAF è anche quotata in borsa: potrebbe essere un'idea per chi vuole investe in modo etico.

martedì, ottobre 29, 2002

Letture


Dalla biblioteca comunale ho in prestito un bel romanzo:
La rete a maglie larghe, di Hakan Nesser.
E' un poliziesco ambientato nel nord Europa. Il commissario Van Veeteren mi pare un bel personaggio. Chissà se ci sono altre sue vicende edite in Italia.
Aggiornamento: Guanda ha pubblicato un altro romanzo di Nesser. Penso che lo acquisterò.

lunedì, ottobre 28, 2002

Prezzi


Anche stamane ho visto in TV un altro dibattito sui rincari, l'effetto euro, l'inflazione calcolata e quella percepita. La cosa ormai sta diventando anche stucchevole: da un lato i rappresentanti dei consumatori, più qualche intervista raccolta tra la ggente, dal'altra un commerciante, un barista, uno della confcommercio a dire che no, che sono casi isolati, che non ci sono stati rincari selvaggi.
A me di tutto questo gran dire una cosa resta sul groppo: per anni mi hanno raccontato, a tal punto che ora ne sono sinceramente convinto, che il libero mercato è la soluzione economica migliore. Che la legge della domanda e dell'offerta fa da valvola di regolamentazione, che la libera concorrenza è il fine cui tendere, e via discorrendo. E quindi? E quindi come è possibile che i maggiori rincari si sono avuti proprio nei settori dove la concorrenza è maggiore? Da quello che ho visto e provato in prima persona gli aumenti più assurdi sono stati su: ristoranti (veramente spropositati), scarpe e vestiti, ortofrutta. Si possono immaginare dei settori dove la concorrenza sia più spinta?

venerdì, ottobre 25, 2002

Football


Cosa continua oggi a piacermi del calcio? Il gioco, la tensione durante le partite, la passione di tanta gente che lo segue, i gesti tecnici, i gesti non tecnici come la grinta o il sacrificio.
Aspetti che in genere si trovano in tanti sport, anche meno nobili, oppure più nobili ma meno ricchi.
La cosa che invece più mi dispiace è bla bla continuo.
Mai abbiamo avuto come in questi tempi tanto calcio e mai ne abbiamo visto così poco, seppelliti come siamo da orde di chiacchere, dibattiti, valutazioni, anticipazioni, processi, appelli, sentenze e appelli. Ultima vittima è stato "90 minuto", sino all'anno scorso la mia trasmissione sportiva preferita, perché in un'ora faceva vedere i servizi su tutte le partite della domenica (e oggidì anche del sabato), tutti i gol, tutte le azioni più importanti, con un certo ritmo e con il solo commento del telecronista che aveva visto la partita per preparare il commento. Quest'anno invece anche "novantesimo" si adeguato ad avere la moviola in studio, il mini-dibattito-approfondimento-analisi-puntodelladomenica fatto da Tosatti.

Chissà perché continuo a pensare che la parte migliore del calcio, almeno in Italia, siano proprio coloro il calcio lo fanno, i calciatori e i tecnici, mentre la parte peggiore sia costituita da coloro che dal calcio vivono, i giornalisti e i dirigenti.

martedì, ottobre 22, 2002

Cicciolinen


La mia amica incoerenza mi avvisa che
qui è apparso un articolo in cui Cicciolina si offre per una notte d'amore a Saddam, per addolcirlo e scongiurare la nuova guerra nel golfo.
Per aumentare l'autorevolezza di tale proposta sottolinea il suo status di ex parlamentare italiana. A parte che non so per quanto lungo ancora dovremo pagare per quell'errore, qualunque proposta che eviti la bombardation bushana sarebbe degna di nota. Ma questa mi pare una delle ultime cartucce della signora del pitone per farsi un po' di pubblicita.
Perché sakuro, cosa vuol dire

La scelta di un nickname


piccola faq sul perché ho questo nickname

Una delle prime domande che mi fanno è spesso: cosa vuol dire sakuro? o comunque qualcosa di simile.

Ecco la spiegazione.

Si é al liceo, lo scientifico per la precisione, e si va a scuola anche con una grossa cartella per il disegno tecnico. Ma grossa sul serio, diciamo, così come la ricordo, 80cm per 40. La mia era di plastica trasparente, troppo scialba e comune mi pareva allora. Allora che faccio, ci ricopio su tutta l'altezza una scritta in caratteri giapponesi presa da un fumetto (sempre per la precisione mi pare fosse Nick Raider).

Arrivo l'indomani in aula e la mia "nuova" cartella fa ridere tutti, ancora di più quando qualcuno, evidentemente in preda ad un attacco isterico, esclama: "SAKURO!! come quell'attore giapponese!!".

Io a tutt'oggi non sono al corrente di nessun attore giapponese che si chiami così, le mie indagini però fatto scoprire che la parola sakura in giapponese significa ciliegio.

Starts the ball rolling


Oggi inizio il blog. Perché? Sinceramente non lo so. Direi sopratutto perché mi piace leggere quelli degli altri.
Poi può darsi che mi venga da scrivere qualcosa di interessante uno di questi giorni (o anni). Principalmente direi che scriverò per me, per divertimento e svago, senza ambizioni venire pubblicato da Einaudi.
Diciamo che come primo post può bastare:
"here starts the ball rolling"
(e chi riconosce la citazione mi scriva, qualcosa ci accomuna)